martedì 27 gennaio 2026

Lesione del flessore: cos’è, come prevenirla e come tornare in campo in sicurezza


 


Lesione del flessore: cos’è, come prevenirla e come tornare in campo in sicurezza



La lesione del flessore, più correttamente chiamata lesione dei muscoli posteriori della coscia (hamstring), è uno degli infortuni più frequenti negli sport che prevedono scatti, cambi di direzione e calci, come calcio e calcetto.


Capire perché si verifica, come prevenirla e come gestirla correttamente è fondamentale per ridurre il rischio di recidive e tornare a giocare in sicurezza.





Cos’è la lesione del flessore



Con il termine “flessore” si indicano i muscoli posteriori della coscia, che comprendono:


  • Bicipite femorale (parte esterna)
  • Semitendinoso (parte interna e superficiale)
  • Semimembranoso (parte interna e profonda)



Questi muscoli sono responsabili della flessione del ginocchio e dell’estensione dell’anca. Durante la corsa veloce o il tiro, lavorano in modo eccentrico e sono particolarmente esposti a sovraccarichi.





Cause più comuni della lesione del flessore



Le lesioni muscolari posteriori della coscia possono essere causate da:


  • ⚠️ Riscaldamento insufficiente
  • ⚠️ Scarsa flessibilità muscolare
  • ⚠️ Affaticamento eccessivo
  • ⚠️ Squilibri muscolari tra quadricipite e flessori
  • ⚠️ Precedenti infortuni non riabilitati correttamente



Nel calcetto, spesso l’infortunio avviene durante uno scatto improvviso o un tiro forzato.





Sintomi della lesione del flessore



I sintomi più frequenti includono:


  • Dolore improvviso nella parte posteriore della coscia
  • Sensazione di “strappo” o “colpo”
  • Difficoltà a correre o calciare
  • Dolore alla palpazione
  • Nei casi più gravi: gonfiore o ematoma



La gravità può variare da una contrattura fino a una lesione muscolare di grado elevato.





Come prevenire la lesione del flessore



La buona notizia è che ridurre il rischio di lesione del flessore è possibile.



Strategie di prevenzione efficaci:



  • ✔️ Riscaldamento specifico prima dell’attività sportiva
  • ✔️ Esercizi di rinforzo eccentrico dei flessori
  • ✔️ Stretching mirato e controllato
  • ✔️ Programmi di prevenzione personalizzati
  • ✔️ Recupero adeguato tra le sedute



👉 Con il giusto percorso rieducativo, il rischio di recidiva può ridursi fino al 50%.





Riabilitazione: come tornare in campo in modo sicuro



Dopo una lesione del flessore è fondamentale non accelerare i tempi. Tornare a giocare troppo presto aumenta drasticamente il rischio di un nuovo infortunio.


Un percorso efficace prevede:


  • 🔹 Valutazione funzionale iniziale
  • 🔹 Riabilitazione mirata e progressiva
  • 🔹 Recupero completo della forza e della mobilità
  • 🔹 Lavoro sulla prevenzione delle recidive
  • 🔹 Rientro allo sport solo quando i test funzionali sono superati



🎯 L’obiettivo non è solo guarire, ma tornare in campo forti e sicuri.





Quando rivolgersi al fisioterapista



È consigliato rivolgersi a un professionista se:


  • Il dolore persiste oltre pochi giorni
  • Hai già avuto una lesione simile in passato
  • Vuoi prevenire nuovi infortuni
  • Vuoi tornare a giocare senza rischi



Una valutazione precoce fa la differenza nel recupero.





Conclusione



La lesione del flessore è un infortunio comune ma non inevitabile. Con un approccio corretto, basato su prevenzione, riabilitazione mirata e ascolto del corpo, è possibile ridurre drasticamente il rischio di infortuni e recidive.


Se giochi a calcio o calcetto, investire nella prevenzione è il modo migliore per continuare a divertirti… senza fermarti ai box.

📍 Luca Cinquini – Fisioterapia e Riabilitazione Sportiva


📍 Sede: Milano - via Annibale Grasselli 7

📲 Instagram: @lucacinquini_fisioterapista 


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giovedì 16 ottobre 2025

🧘‍♀️ L’importanza dello stretching: benefici e ruolo nella fisioterapia

Lo stretching è spesso considerato un gesto semplice, quasi scontato. Eppure, per chi si occupa di salute e movimento, rappresenta una delle pratiche più efficaci per mantenere il corpo elastico, prevenire dolori e migliorare la qualità della vita.

Nel lavoro quotidiano del fisioterapista, lo stretching gioca un ruolo fondamentale nei programmi di prevenzione, riabilitazione e rieducazione posturale.





🔍 Cos’è lo stretching e perché è così importante



Lo stretching è l’insieme di esercizi che mirano ad allungare i muscoli e i tessuti connettivi, migliorandone la flessibilità e l’ampiezza di movimento.

A differenza di un semplice esercizio fisico, lo stretching agisce sulla mobilità articolare e sulla capacità del muscolo di rilassarsi e allungarsi in modo controllato.


Con il tempo, stress, sedentarietà e posture scorrette riducono la nostra mobilità, causando tensioni, contratture e dolori diffusi. Lo stretching, se eseguito con costanza e la giusta guida, aiuta a prevenire questi problemi e a mantenere il corpo in equilibrio.





💪 I principali benefici dello stretching



Ecco alcuni dei vantaggi più importanti riconosciuti dalla fisioterapia:


  1. Migliora la flessibilità muscolare e la libertà di movimento.
  2. Riduce la tensione e lo stress accumulati durante la giornata.
  3. Previene infortuni muscolari e articolari, soprattutto negli sportivi.
  4. Favorisce la circolazione sanguigna, migliorando l’apporto di ossigeno ai tessuti.
  5. Contribuisce a una postura corretta, riducendo dolori cervicali e lombari.
  6. Accelera il recupero dopo un infortunio o un allenamento intenso.






🩺 Lo stretching in fisioterapia



Nel percorso fisioterapico, lo stretching viene inserito in modo personalizzato in base alle esigenze del paziente:


  • come fase preparatoria per migliorare la mobilità prima della terapia manuale,
  • come fase di mantenimento dopo la riabilitazione,
  • o come esercizio quotidiano per prevenire recidive e rigidità muscolare.



Il fisioterapista valuta quali gruppi muscolari richiedono maggiore attenzione e imposta un programma mirato, con tempi, frequenze e modalità di esecuzione adatte a ciascun caso.





🕒 Quando fare stretching e per quanto tempo



Non serve dedicare ore intere: bastano 10-15 minuti al giorno per ottenere benefici reali.

Il momento migliore è dopo l’attività fisica o alla fine della giornata, quando i muscoli sono più caldi e predisposti all’allungamento.


Eseguire stretching senza dolore e con respirazione lenta è essenziale per ottenere risultati efficaci e sicuri.





👨‍⚕️ Affidati al tuo fisioterapista



Uno stretching eseguito male o senza consapevolezza può essere controproducente.

Affidarsi a un fisioterapista qualificato come Luca Cinquini significa ricevere un programma personalizzato, basato sulle tue reali esigenze posturali e muscolari.


📍 Studio di Fisioterapia Luca Cinquini – Milano

🌐 www.lucacinquini.website

📞 +39 393 049 7037


Lesione del flessore: cos’è, come prevenirla e come tornare in campo in sicurezza

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